Coaching, mentoring e tutoraggio
Approfondimento comparativo
Differenze e integrazioni nella facilitazione all'apprendimento
In che modo questi ruoli convivono e si integrano nel learning coaching
Guida chiara per discenti e
istituzioni su cosa aspettarsi da ciascuna figura

Il Learning Coaching®
Il Learning Coaching® è un approccio, focalizzato sulla persona, che facilita una piena espressione del potenziale di apprendimento, coinvolgendo sia il corpo che la mente; per far questo integra un accrescimento della autoconsapevolezza personale (facilitato dal coaching), con la conoscenza approfondita dei processi e delle metodologie di apprendimento, al fine di favorire uno sviluppo a 360 gradi della propria capacità di apprendere.
Aspetti distintivi del Learning Coaching
Vediamo ora in che modo il Learning Coaching si posiziona e si differenzia rispetto ad alcune specifiche metodologie (in primis il coaching, il mentoring e il tutoring), e in che modo le integra al proprio interno.
Il Learning Coaching, infatti, è una tipologia particolare di coaching, che integra anche alcuni aspetti di mentoring, e che adotta un approccio multidisciplinare.
Alcuni aspetti distintivi del learning coaching sono i seguenti:
- si concentra più sullo sviluppo del potenziale di apprendimento piuttosto che sulla singola prestazione: sbloccando ed esprimendo il proprio potenziale una persona migliora in tutte le prestazioni di apprendimento;
- si interessa più al "processo" che ai "contenuti": a prescindere da quali siano i contenuti che si vogliano imparare (il "cosa" si impara), ciò che fa realmente la differenza è il "COME" si impara: l'insieme di processi cognitivi, comunicativi, metacognitivi e comportamentali che permettono di
imparare con facilità ed efficacia. Una volta che si sono acquisiti questi processi si riesce a imparare più facilmente in qualsiasi ambito, con maggiore efficacia, soddisfazione e in tempi più rapidi.
Il Learning Coaching® permette, quindi, di svincolarsi da automatismi improduttivi, come abitudini, convinzioni limitanti o autosabotaggi che frenano il proprio potenziale, per sostituirle con strategie di apprendimento più funzionali ed efficaci.
Si tratta di un approccio che può essere applicato in diversi ambiti, in generali tutti i contesti in cui ci sono persone impegnate ad apprendere. I contesti elettivi per antonomasia sono:
- educativo, formativo e scolastico: per facilitare le possibilità di apprendimento dei discenti
- aziendale e organizzativo: per supportare la learning agility e il miglioramento delle performance aziendali, per le quali è necessario sottoporre a costante verifica i modelli, criteri e processi di apprendimento che si adottano (a livello individuale o organizzativo), per aggiornarli e renderli più competitivi e rispondenti alle esigenze in costante mutamento del contesto di riferimento.
Il Coaching
Il Coaching nel panorama educativo è uno strumento potente e importante: permette di trarre nuove consapevolezze da sé stessi e di tradurle in dei comportamenti concreti, per facilitare un avanzamento verso dei propri obiettivi.
Le consapevolezze non vengono introdotte o fornite da qualcuno, ma vengono acquisite da sé stessi in modo maieutico, attraverso proprie esperienze o riflessioni, dietro lo stimolo di alcune domande che il Coach pone. C’è quindi sia una parte molto introspettiva del coaching, che aiuta ad accrescere l’autoconsapevolezza su sé stessi (su propri processi interni, emozioni, valori, convinzioni, criticità o limit percepiti, modi di osservare la realtà, ecc…) e sia una parte molto pragmatica che aiuta a “mettere a terra” le consapevolezze emerse per tradurle in dei piani d’azioni concreti.
La relazione di coaching si caratterizza come:
- Paritetica: il Coach e il cliente sono sullo stesso piano. L’esperto non è il Coach, ma il coachee (esperto di sé stesso e della propria vita). Il Coach è un facilitatore dell’autoconsapevolezza e del cambiamento
- Autonoma: le azioni conseguenti vengono decise in totale autonomia dalla persona seguita, con l’aiuto del Coach.
- Responsabile: facilita una piena assunzione di responsabilità della propria vita.
Nel coaching quindi non c’è trasferimento di contenuti, strumenti o strategie dal coach al coachee (colui che viene seguito), ma si tratta di un processo di stimolo alla riflessione attiva, attraverso il quale il coachee giunge creativamente e autonomamente a delle proprie idee, soluzioni o verità personali, da applicare concretamente, in funzione di propri obiettivi migliorativi, che vengono definiti all’inizio del percorso.
Quando a essere seguito è un ragazzo, il coaching diventa anche un allenamento alla propria adultità, perché il ragazzo viene trattato da adulto, in una relazione del tutto paritetica, in cui il ragazzo è portato a scegliere su che cosa lavorare e impegnarsi, assumendo un ruolo attivo e responsabile (non perché ci sia qualcuno che lo obbliga a farlo, ma per propria scelta e decisione).
Come sosteneva Goethe: “Se tratti un uomo per quello che è, rimarrà quello che è; ma se lo tratti per quello che potrebbe essere, diventerà ciò che potrebbe essere”.
Naturalmente il dialogo e il linguaggio verranno tarati a adattati alle possibilità (zona prossimale) di apprendimento e all’età della persona che viene seguita.
L’importanza del Coaching nell’apprendimento
Per esprimere il proprio potenziale di apprendimento il coaching assume un’importanza cruciale: non ci può, infatti, essere un miglioramento delle capacità di apprendimento, senza che ci sia un incremento di autoconsapevolezza su sé stessi e in particolare sul proprio modo di apprendere (quella particolare autoconsapevolezza che viene chiamata “autoconsapevolezza metacognitiva”).
È infatti dimostrato che al migliorare della autoconsapevolezza metacognitiva si accompagna sempre un incremento della motivazione ad apprendere e dell’efficacia del proprio modo di apprendere.
Tuttavia, l’autoconsapevolezza del coachee o dello studente incontra un limite naturale nelle esperienze e conoscenze che questi ha maturato nell’ambito dell’apprendimento. A volte le domande del coach improntate a stimolare la ricerca di vie di miglioramento incontrano uno scoglio insormontabile nel: “non lo so, ho sempre fatto così”. Occorre allora aiutare il coachee a indossare delle lenti diverse nell’osservazione del proprio modo di apprendere (ad esempio aiutandolo a osservare e a verificare l’utilità di ciò che è ripetitivo e automatico) e anche offrire dei feedback migliorativi o segnalare l’esistenza di strategie di apprendimento che non conosce (affinchè possa integrarle nel proprio metodo di apprendimento).
È proprio qui che entra in gioco l’utilità del mentoring.
Il Mentoring
Il Mentoring è una relazione di supporto e di sviluppo in cui un individuo esperto in un particolare ambito (il mentore) impartisce conoscenze e competenze a una persona meno esperta (il mentoree), supportandola e incoraggiandola a raggiungere un più alto livello di competenze e di confidenza in quel particolare ambito.
La parola mentore è un termine molto antico che deriva dal nome del Maestro di Telemaco, il figlio di Ulisse che era stato designato per occuparsi di lui durante la guerra a cui il giovane avrebbe partecipato per la prima volta.
La funzione di un mentore è quindi quella di infondere fiducia e incoraggiamento, aiutando l’allievo ad orientarsi e credere in se stesso, diventando più consapevole di ciò che è, prendendo in mano la propria vita, assumendosene la responsabilità.
Nel mentoring quindi non c’è una totale pariteticità, come nel coaching, perché chi accompagna è più esperto rispetto a chi viene seguito.
Una differenza cruciale, ad esempio, tra coaching e mentoring, è nell’utilizzo dello strumento del feedback in questi due contesti:
- Il feedback di un Coach consiste semplicemente nel restituire al coachee alcune osservazioni su proprie modalità – di pensiero o di comportamento – agite in sessione, affinchè questi possa prenderne meglio coscienza, ma lasciando sempre totale autonomia al coachee di valutare se le osservazioni condivise sono rispondenti, utili, o congruenti rispetto ai propri obiettivi. Il Coach è un partner paritetico, può condividere proprie percezioni o osservazioni, ma senza mai avere la presunzione che siano effettivamente corrette o utili. Sarà il coachee a deciderlo;
- Il feedback di un mentore consiste nel restituire al coachee alcune osservazioni in merito a una propria prestazione, affinchè questi possa individuare propri punti di forza o punti di miglioramento, e possa ricevere indicazioni specifiche su come migliorare nella propria prestazione. Il mentore infatti è un modello di esperienza rispetto a una particolare disciplina o attività, e proprio in virtù di questa sua maggiore esperienza e competenze può offrire al coachee indicazioni e suggerimenti su come migliorare
Il mentoring trova possibile applicazione in una pluralità di ambiti: in ambito formativo e lavorativo, in ambito aziendale, oppure in ambito sociale, a livello educativo-scolastico, per un reinserimento sociale, o ancora nell'ambito dello sport.
Il mentoring viene utilizzato anche in ambito scolastico con l'obiettivo di intervenire sul disagio dei giovani, che può manifestarsi in diversi modi: dal basso rendimento fino all'abbandono scolastico precoce (o “drop out”). L'abbandono scolastico può contribuire all'instaurarsi di forti problematiche sociali e relazionali future, per cui il mentoring può assolvere anche una funzione preventiva in quanto supporto nella fase di maturazione del ragazzo.
Integrazione del mentoring con il Learning Coaching
Il Learning Coach, oltre a essere un Coach, è anche un esperto di processi e strategie di apprendimento, nonché profondo conoscitore di tutto ciò che possa ostacolare o facilitare l’esperienza di apprendimento del discente. In alcuni momenti quindi può indicare al coachee o discente delle strategie specifiche, e, nel caso questi sia interessato ad adottarle, supportarlo nel loro apprendimento, utilizzo e messa in pratica, assumendo, in tal modo, anche il ruolo di “mentore”.
In una sessione di Learning Coaching, coaching e mentoring sono perfettamente integrati tra loro. Le domande potenti di autoconsapevolezza stimolano la riflessione del coachee lungo l’intera sessione; tuttavia in alcuni momenti, a fronte di alcune esigenze o criticità, il learning coach può offrire alcuni feedback che aiutino il discente a riconoscere punti di forza e di miglioramento nel proprio modo di apprendere, e può informarlo sull’esistenza di alcune strategie che possano rispondere alle sue esigenze, e valutare se queste possano essergli utili. Non verrà comunque mai meno la caratteristica del coaching del lasciare sempre totale libertà di scelta al cliente su cosa portare avanti e su che cosa impegnarsi concretamente.
Il Tutoring
Il termine “tutor” deriva dal latino “tueri”, che significa “proteggere” o “sostenere”. Il tutor è una figura di supporto all’interno di contesti educativi formali, principalmente scuole e università.
La sua funzione è principalmente quella di orientamento, e di mediazione didattica, per adattare i contenuti formativi di formatori e insegnanti, alle esigenze degli studenti.
Rispetto a quella di un Coach e di un Mentor, il suo è un ruolo un po' più di tipo organizzativo e logistico, oltre che di orientamento, e nel facilitare l’applicazione degli apprendimenti che il discente ottiene.
L’aspetto della personalizzazione c’è anche qui, ma più nel senso di guidare gli studenti alla risoluzione di loro problematiche specifiche, aiutandoli – appunto - a individuare gli strumenti o strategie più idonei.
Il suo ruolo si esplica soprattutto fornendo strumenti o informazioni al discente, o aiutandolo a comprendere in che modo reperirli.
Il Learning Coaching non sostituisce o integra il ruolo di un tutor, ma in un certo senso ne attenua l’utilità, in quanto nel Coaching non ci sono contenuti formativi che vadano adattati alle esigenze dei discenti, ma i contenuti emergono dai discenti stessi, in risposta alle domande che il coach pone. I contenuti hanno a che fare con gli stessi obiettivi e difficoltà che gli studenti stanno affrontando, per aiutarli ad accrescere l’autoconsapevolezza e a sostenerli nella ricerca di una soluzione in modo attivo, creativo e autonomo. Inoltre in ogni sessione di coaching si aiuta uno studente a tradurre quanto emerge in un piano d’azione concreto da portare avanti e a monitorarlo nel tempo. E anche ad attivarsi per reperire quegli strumenti o risorse che gli occorrono. Questo va un po' ad assolvere ad alcune delle funzioni che un tutor esplica.
La figura di un tutor, in un ambito scolastico o accademico, quindi, si renderà necessaria principalmente per quelle necessità più tipicamente informative, logistiche o burocratiche (aspetti, questi, che non possono essere assolti da un Coach o da una relazione di coaching)
Il learning coaching in ambito aziendale
Il Coaching è un potente strumento di evoluzione in ambito aziendale, per aiutare i manager ad accrescere le proprie competenze, risolvere criticità e a evolvere verso una leadership più consapevole, assertiva, autorevole e partecipativa.
Rispetto a un normale percorso di Coaching, il Learning Coaching prevede questi aspetti distintivi:
- Una maggiore attenzione non solo agli apprendimenti, ma anche al modo in cui questi vengono generati, per rendere il coachee più consapevole delle proprie modalità e strategie di apprendimento e adattarle agli obiettivi che si pone e al contesto
- Qualora il Coach sia esperto in alcune soft skills (competenze trasversali) sulle quali il coachee decide di lavorare, il percorso di coaching potrà includere anche alcuni momenti di mentoring, attraverso il rilascio di feedback migliorativi, o la condivisione di alcune strategie efficaci che il coachee potrà eventualmente decidere di inserire in un proprio piano d’azione
Approccio multidisciplinare e formazione
Il Learning Coaching integra la maieutica socratica (tipica del Coaching), con la psicologia umanistica di Rogers, con le teorie socio-costruttiviste sull’apprendimento (di Bruner), con le tecniche di integrazione mente-corpo come il Focusing di Gendlin o spunti e tools tratti da molte altre discipline.
Il Learning Coach® è in primis un Coach, con una solida formazione nella metodologia e nelle competenze di coaching, congiuntamente alla padronanza di un insieme di modelli, discipline, tecniche e strategie che facilitano una piena espressione del Potenziale di apprendimento.
La scuola italiana di Learning Coaching (di Learning Coach Studio), che forma Learning Coach®, comprende un corso base di Coaching (per formarsi come Coach professionista, riconosciuto dalle associazione di categoria ICF e da AICP) e un master di specializzazione in Learning Coaching (percorso unico in Italia), per formarsi come Learning Coach®